Dal 2 agosto alcune disposizioni del Regolamento Europeo sull'Intelligenza Artificiale (AI Act) sono pienamente applicabili.
Nelle ultime settimane si è parlato molto di questa data, spesso con interpretazioni imprecise che hanno generato dubbi e preoccupazioni tra gli Enti Locali. Una delle convinzioni più diffuse è che entro il 2 agosto tutti i dipendenti pubblici debbano essere obbligatoriamente formati sull'intelligenza artificiale. In realtà non è così.
Per i Comuni, ciò che diventa concretamente rilevante riguarda soprattutto la governance dell'intelligenza artificiale, la trasparenza nei confronti di cittadini e imprese e la capacità dell'Ente di dimostrare come vengono utilizzati gli strumenti di IA. Gli obblighi più stringenti relativi ai sistemi classificati come ad alto rischio entreranno invece in vigore secondo le tempistiche previste dal Regolamento.
Il vero problema non è l'AI Act. È che l'IA è già negli uffici comunali, non è un fenomeno futuro. È già presente nelle amministrazioni, spesso senza che l'Ente ne abbia una piena consapevolezza. Sempre più dipendenti utilizzano strumenti di IA generativa per scrivere documenti, elaborare testi, sintetizzare informazioni o svolgere attività quotidiane. Nella maggior parte dei casi lo fanno attraverso account personali o piattaforme che il Comune non ha mai valutato, autorizzato o disciplinato.
Questo significa che dati, documenti e informazioni dell'Ente potrebbero essere trattati all'esterno del proprio perimetro tecnologico, senza regole condivise e senza un controllo effettivo. Il rischio, oggi, non è rappresentato tanto da un'immediata sanzione, quanto dalla mancanza di una governance chiara su strumenti che sono già entrati nella quotidianità lavorativa.
Cosa richiede davvero l'AI Act ai Comuni
L'approccio richiesto dalla normativa è molto più concreto di quanto spesso venga raccontato. Per un Ente Locale significa innanzitutto conoscere e governare ciò che già esiste. In particolare è necessario:
mappare gli strumenti di IA già utilizzati all'interno dell'organizzazione, comprese le funzionalità di intelligenza artificiale integrate nei software già in uso; definire regole interne, attraverso un disciplinare che stabilisca modalità di utilizzo, responsabilità e principi organizzativi; formare il personale in maniera proporzionata al ruolo e all'utilizzo effettivo degli strumenti di IA; documentare le scelte adottate, dimostrando l'esistenza di un percorso di governance coerente con il principio di accountability previsto dal Regolamento.
Non si tratta quindi di un semplice adempimento formale, ma della costruzione di un modello organizzativo capace di accompagnare l'evoluzione tecnologica della Pubblica Amministrazione.
Un percorso completo per accompagnare gli Enti Locali
Per rispondere a queste esigenze, A Software Factory ha sviluppato un percorso integrato che unisce consulenza, formazione, infrastruttura tecnologica e soluzioni operative.
1. Governance e disciplinare
Affianchiamo il Responsabile della Transizione Digitale (RTD) nella ricognizione degli strumenti di IA presenti nell'Ente e nella predisposizione del disciplinare interno, completo degli allegati necessari e delle indicazioni organizzative richieste.
2. Formazione specialistica
Realizziamo percorsi formativi dedicati sia agli aspetti normativi dell'AI Act sia all'utilizzo corretto dell'intelligenza artificiale generativa.
L'obiettivo non è soltanto insegnare a scrivere prompt efficaci, ma soprattutto promuovere un utilizzo consapevole degli strumenti, nel rispetto della protezione dei dati personali, del principio di minimizzazione e delle responsabilità proprie della Pubblica Amministrazione.
3. Un'infrastruttura conforme
L'intelligenza artificiale deve poter operare all'interno di un ambiente sicuro. Per questo realizziamo infrastrutture installate direttamente nel perimetro tecnologico dell'Ente, mantenendo il controllo sui dati e riducendo i rischi derivanti dall'utilizzo di servizi esterni non governati.
4. L'intelligenza artificiale nativa di smartPA
La componente cognitiva di smartPA rappresenta l'evoluzione naturale della piattaforma. Comprende strumenti di supporto intelligente ai procedimenti amministrativi, sistemi di valutazione automatica delle pratiche, Claud.IA per il personale di back office e Claud.IA dedicata a cittadini e imprese, progettati per migliorare l'efficienza senza sostituire il ruolo decisionale degli operatori.
smartPA è già allineata ai principi dell'AI Act
Molte soluzioni presenti oggi sul mercato hanno introdotto funzionalità di intelligenza artificiale come moduli aggiuntivi. L'approccio di smartPA è diverso: l'intelligenza artificiale è stata progettata fin dall'origine come parte integrante della piattaforma, seguendo principi che oggi coincidono con quelli richiesti dal Regolamento europeo.
Tra questi: interazioni sempre chiaramente riconoscibili come generate da sistemi di IA; supervisione umana costante (human-in-the-loop) nelle decisioni amministrative; risposte basate esclusivamente sulle fonti ufficiali dell'Ente; completa tracciabilità degli utilizzi; dati che rimangono sempre all'interno del perimetro sicuro dell'Amministrazione.
L'obiettivo non è automatizzare le decisioni, ma supportare il lavoro degli operatori pubblici, migliorando qualità, efficienza e uniformità dei procedimenti.
Dall'adempimento alla trasformazione digitale
L'AI Act non dovrebbe essere interpretato come l'ennesimo obbligo normativo. Può diventare, invece, l'occasione per costruire un modello di utilizzo dell'intelligenza artificiale realmente governato, sicuro e coerente con i principi della Pubblica Amministrazione.
Con A Software Factory gli Enti Locali possono contare su un percorso completo che parte dalla ricognizione interna, passa per la definizione delle regole organizzative, la formazione del personale e l'implementazione dell'infrastruttura, fino ad arrivare a una piattaforma come smartPA, nella quale l'intelligenza artificiale è già operativa e progettata nel rispetto dei principi dell'AI Act.
La sfida è mettere l'intelligenza artificiale al servizio della Pubblica Amministrazione con metodo, responsabilità e una visione di lungo periodo.







