La nuova Direttiva programmatica ANAC 2026 segna un’evoluzione molto chiara dell’attività di vigilanza:
meno controlli basati sulle sole segnalazioni e più verifiche d’ufficio, più specializzazione e maggiore attenzione alla capacità concreta degli enti di governare processi e contratti pubblici. messaggio è semplice: non sarà più sufficiente avere documenti formalmente corretti. Sarà necessario dimostrare che le misure previste vengono realmente applicate e monitorate.
Particolare attenzione continuerà a essere dedicata ai temi dell’anticorruzione e della trasparenza. PIAO, mappatura dei processi, monitoraggi, misure preventive e sezione “Amministrazione Trasparente” dovranno essere coerenti, aggiornati e concretamente attuati. Le principali criticità rilevate da ANAC negli ultimi anni riguardano infatti proprio misure troppo generiche, controlli non sistematici e documentazione non allineata alla gestione reale dell’ente
Anche il whistleblowing entra stabilmente tra le priorità di vigilanza. Gli enti dovranno verificare con attenzione la conformità dei canali interni di segnalazione alle regole introdotte dal d.lgs. 24/2023, assicurando riservatezza, procedure chiare e adeguata formazione del personale.
Sul fronte dei contratti pubblici, la Direttiva rafforza il focus sulla fase esecutiva degli appalti. Non si guarderà soltanto alla correttezza della procedura di gara, ma anche a proroghe tecniche, varianti, affidamenti diretti, somma urgenza, controlli sulle prestazioni e rispetto dei tempi di esecuzione. In particolare, ANAC richiama l’attenzione sui rischi legati a carenze di programmazione, utilizzo improprio delle deroghe e frazionamenti artificiosi degli affidamenti.
Restano centrali anche digitalizzazione e PNRR. L’Autorità punta a verificare il corretto utilizzo delle piattaforme digitali certificate, la qualità delle informazioni trasmesse e il rispetto degli obblighi di pubblicità legale. Sugli interventi PNRR, invece, il controllo sarà sempre più mirato ai progetti con maggiori ritardi attuativi, soprattutto nei settori scuola, sanità e rigenerazione urbana.
Tra le novità più rilevanti del 2026 emerge inoltre la vigilanza sui CAM — i Criteri Ambientali Minimi — nei settori edilizia e infrastrutture stradali. L’attenzione non riguarderà soltanto i bandi, ma anche l’effettiva applicazione delle clausole ambientali durante l’esecuzione dei contratti.
In sintesi, la Direttiva ANAC 2026 spinge gli enti verso un approccio più strutturato, integrato e verificabile. La vera sfida non sarà produrre più documenti, ma costruire processi realmente governati, tracciabili e sostenibili nel tempo.








